Di cosa abbiamo parlato ultimamente?

  • Locandina de "I pinguini di Mr. Popper"
  • Spoiler?
  • Locandina del film
  • Locandina de L'illusionista
  • I Pinguini di Mr. Popper: il giusto equilibrio di un fi…

    Ci sono film che vai a vedere al cinema e ti dici: “Questo era un film da vedere con la mia famiglia (e i figli, se ci sono)”. I pinguini di Mr. Popper è proprio quel genere di film. Liberamente ispirato dal romanzo di Richard e Florence Atwater (1939), la storia inizia mostrando come il piccolo Tommy “Aquila Bianca” Popper, tutte le sere attende puntualmente di fronte ad una vecchia radio, unico mezzo di comunicazione possibile, una chiamata del padre giramondo. I momenti per stare con questi sono veramente pochi, e Tommy cresce consapevole del fatto che il rapporto con suo padre sarà da giocarsi unicamente in quelle poche volte … Continua a leggere

  • Sapere il finale (come lo conosce il Corriere) rovina &…

    15 Agosto 2011: di ritorno dalle bellissime spiagge siciliane leggo un po’ di notizie sul web per sapere cosa è successo nel mondo, fintanto che non mi imbatto su un articolo del Corriere della Sera intitolato “Sapere il finale non rovina il gusto del film“, con tanto di prove “scientifiche” e studi annessi. Ciò che dimostra lo studio è proprio il fatto che “secondo l’Università della California di San Diego sapere anticipatamente come andrà a finire il film non solo non rovina il piacere della fruizione, ma pare addirittura che motivi di più il lettore o lo spettatore“. L’articolo prosegue poi adducendo come prova ultima il fatto che nel famoso telefilm … Continua a leggere

  • Revolver: smetti di essere vittima. Diventa l’avv…

    Da quando ho scoperto Guy Ritchie mi sono innamorato. Vi prego, non fraintendetemi; mi sono innamorato di un determinato modo di fare cinema che credo abbia pochi oppositori. Una cura incredibile per fotografia e particolari che pone in evidenza uno stile che io oserei definire unico o, nel qual caso non siate d’accordo, uno stile che comunque sia ha rivoluzionato il nostro modo di concepire un film. Da cosa lo si può notare? Sicuramente dall’impatto che hanno avuto sul pubblico film come “Snatch – Lo strappo” o “RocknRolla“, opere che hanno portato al massimo livello (come il difficilmente ignorabile “Sherlock Holmes” che li ha seguiti) l’arte di mr. Ritchie. Anche … Continua a leggere

  • L’illusionista: perché sono le nostre scelte che…

    C’è un cinema, quello per pochi, definito da molti come “triste” e destinato ad un piccolo numero di spettatori di nicchia. Io non la penso così. La scorsa settimana ho avuto modo di dedicarmi alla visione di uno dei più bei film di animazione degli ultimi tempi, nel caso particolare de “L’illusionista” di Chomet, che fa rivivere un cinema d’animazione antico, mai vecchio e sempre al passo coi tempi. Secondo ambizioso tentativo del regista francese Sylvain Chomet, basato su una sceneggiatura originale del 1959 edita da Jacques Tati, “L’illusionista” narra attraverso un’animazione semplice (che fa uso del 3D, anche se mai a sproposito) e nostalgica la storia di un ormai anziano illusionista, … Continua a leggere